Betlemme anno zero: fotoracconto

È da zero che siamo ripartiti anche quest’anno in direzione Betlemme dove la nostra principale "compagna" di viaggio è stata la speranza, con un'unica scenografa: la Provvidenza. Fino al giorno precedente la "messa in strada" eravamo alla ricerca degli abiti , le prove degli Angeli danzanti fatte sul momento, figuranti trovati per caso , ma nonostante le difficoltà come i pastori senza esitazione e con quello che avevamo abbiamo intrapreso questo "viaggio immaginario" verso la "culla del Salvatore" con un'unica certezza: la gioia di portare il messaggio del mistero della nascita di Gesù che ancora oggi dopo duemila anni riscalda i cuori delle persone. Adesso diamo "voce" a figuranti e narratori, la rappresentazione della Natività possa essere un esempio di Chiesa in uscita, affinché tutto il popolo di Dio sia coinvolto nell’annunciare con umiltà, beatitudine e disinteresse il Vangelo, alla continua ricerca del Volto di Cristo nel vissuto quotidiano. 69_presepe-fotoracconto_1 Paola Natale 2015 ed II presepe vivente nella nostra Parrocchia. Un’ esperienza in evoluzione che ci aiuta ad entrare nel progetto di Amore di Dio fatto uomo per ciascuno di noi. Al termine della serata nella trasmissione Terra di Presepi riflettevo sulla domanda lanciata da Don Matteo nel corso dell’intervista: "E tu dove ti collochi nel Presepe? Quale personaggio sei?" Io vestita da povera venditrice del mercato pensavo come nel corso della mia vita e come ogni giorno posso essere contemporaneamente tanti personaggi. A volte mi sento più vicina alla donna che lascia il suo banco del mercato per correre incontro a Cristo, ma tante volte sono la donna che rimane indifferente alla nascita del Messia o molte altre volte ancora, sono la donna che presa dalle sue preoccupazioni familiari ed economiche, rimane al mercato a vendere la sua merce mentre tutti accorrono alla capanna. Penso allora che in questo turbinio di sensazioni sia importante che mi domandi anche chi può aiutarmi a fare la scelta giusta? Ecco che allora nel Presepe splende la Stella Cometa ,una luce che mi guida e che mi indica la Via e che impersonificata questo anno da mia figlia ,mi richiama a cercare la mia Stella Cometa ovvero un fatto , una celebrazione, un momento di riflessione, un sacramento o un sacerdote, un catechista, un amico, che quotidianamente possono diventare concrete stelle comete che mi conducano a Cristo. Che ciascuno possa trovare in questo nuovo anno la sua Stella Cometa per arrivare a Dio. 69_presepe-fotoracconto_2 Benedetta È bastato un attimo, una folata di vento sulle fiamme del fuoco che risiede in noi e mi sono ritrovata ad ardere di rinnovata energia per uno dei fondamenti della nostra fede:l'incarnazione. Proprio come dice l'evangelista Giovanni, "e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" per me è stato nel mite pomeriggio di domenica, nella nostra Chiesa, nella nostra casa. E non c'è stato bisogno di seguire un copione o di recitare una parte, ma è bastato seguire il cuore, il battito incontrollato della fede. La compostezza e la profondità, ma soprattutto la "vera realtà" di quei momenti, ha fatto eco nella coscienza e attimo dopo attimo mi sono ritrovata a pensare al poverello di Assisi, ed ho capito lo spirito che lo portò a voler allestire la prima natività di nostro Signore nella campagna di Greccio: San Francesco voleva giungere alle anime dei semplici, leggendo il Vangelo della nascita di Nostro Signore a coloro che non sapevano leggere affatto, a coloro che in quel tempo avevano un forte bisogno di sentirsi vicini a Dio nella "vita semplice". Un po' quello che ho sentito di fare nel mio umile e semplice "ruolo": portare il Verbo nel quotidiano, lungo la strada della vita, in un mondo sempre più senza valori, sempre più laicizzato, a persone che anche oggi non sanno leggere. Quella strada che percorriamo tutti i giorni, per andare a scuola, al lavoro, lontano dalla famiglia e dagli affetti con mille e mille preoccupazioni, lungo un percorso sempre più lastricato di insidie e tentazioni. Noi cristiani, con la gioia dell'incarnazione nel cuore "dobbiamo e possiamo" portare quel Verbo ed essere cooperatori della Chiesa, senza vergogna, senza bisogno di nasconderci, ma percorrendo a testa alta la strada della fede che parte proprio da lì, da "Gerusalemme Anno 0". 69_presepe-fotoracconto_3 Alessia Non pensavo davvero di tornare a scrivere anche quest'anno del "nostro" presepe vivente. Dico "nostro" perché quest'anno più dello scorso anno è' stato il presepe di tutti . Nostro come cosa comune, nostro come il sentire di ognuno di noi. Quel sentire che ci ha reso migliori, uniti nella certezza che anche questa volta avremo percorso la strada giusta. Un grazie davvero a tutti, a chi ha creduto in noi, a chi ci ha vestito , a chi ci ha liberato da altri impegni, a chi è stato con noi pur non essendo presente e a chi è tornato ed ha condiviso con noi la nostra felicità. Grazie. Betlemme sia per tutti noi un punto di partenza, facciamo in modo che la "culla del Salvatore" non si trovi solo in Giudea , ma in ogni casa, in ogni luogo in cui ci saranno cuori che pulsano d’amore per il Signore e per i suoi fratelli. Lasciamoci rigenerare dalla luce di Cristo in questo anno appena iniziato, non ci scoraggiamo, vedendo il mondo "correre", la speranza sia la nostra compagna di viaggio chiediamo al Signore la forza e la grazia per superare il dolore della vita lasciandoci le "tenebre" alle spalle e ripartire nella certezza che Dio ci ama. 69_presepe-fotoracconto_4