Dalla parola all’azione!

Sabato 11 Aprile si è svolta l’assemblea parrocchiale per condividere con i parrocchiani le tracce del prossimo convegno ecclesiale dal tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” che si terrà a Firenze dal 9 al 13 Novembre e sarà un’occasione preziosa per riflettere su come e quanto possa incidere concretamente la fede nella vita delle persone. Quest’anno il Convegno, appuntamento decennale per la Chiesa Cattolica, affronterà il trapasso culturale e sociale che caratterizza il nostro tempo e che incide sempre più nella mentalità e nel costume delle persone, sradicando a volte principi e valori fondamentali per l’esistenza personale, familiare e sociale.
L’incontro ha avuto inizio con un breve intervento del Prof. Barsi presidente dell’associazione per l’adozione a distanza Progetto Agata Smeralda, il quale parteciperà all’evento come delegato della diocesi fiorentina. Le sue parole hanno avuto un ricordo per Giorgio La Pira sottolineando che sarebbe stato felice nel sapere che questo evento si terrà nella sua città, culla dell’umanesimo rinascimentale.
Alla luce dei cinque verbi – Uscire, Annunciare, Abitare, Educare e Trasfigurare – agli intervenuti suddivisi in cinque gruppi, sono state proposte delle domande inerenti le varie attività parrocchiali. Con il contributo delle riflessioni dei partecipanti, la parrocchia cercherà di mettere in campo quanto emerso al fine di poter dare corpo e azione ai cinque verbi lanciati alla riflessione della chiesa, dal comitato preparatorio al Convegno.

USCIRE
Ti sembra che la nostra parrocchia abbia attenzione verso l’uscire oppure fatichi ad uscire da se stessa e ad aprirsi alla realtà circostante? Quali sarebbero secondo te le iniziative adatte?
Per questo primo verbo la nostra parrocchia risponde in maniera abbastanza positiva, ci sono tante potenzialità, per questo l’invito comune è quello a valorizzare ancora di più le tante attività che già esistono, ma che possono e devono essere migliorate (teatro, centri estivi, catechismo ). Ed un lavoro ancora maggiore è quello di trovare altri modi, altre strade per parlare ed aprirci soprattutto ai giovani (migliorare l’attività relativa al dopo cresima)

ANNUNCIARE
Nel contesto della nostra città come può questa parrocchia annunciare il Vangelo (primo annuncio ed evoluzione) anche attraverso nuove forme e percorsi concreti?
Per l’annuncio la nostra parrocchia risulta essere molto preparata. Ne danno testimonianza tutte le persone che in questi giorni di Pasqua hanno partecipato alle celebrazioni in parrocchia (processioni, messe, veglie). Dobbiamo riacquistare però una più forte identità cristiana aprendoci soprattutto a chi fa fatica a partecipare alla vita parrocchiale rinnovare e diversificare anche le varie messe nel corso della giornata partendo anche dall’ora di pranzo.

ABITARE
Ripartire dagli ultimi: come tenere fede oggi a questa promessa? Senti la nostra parrocchia vicina ai poveri, sofferenti, malati, disoccupati, alle persone sole, ai giovani?
Sulla prima domanda ci si è chiesto come tener fede a questa promessa se per primi non riusciamo a vederci come ultimi. Se il nostro stile è quello di Cristo dobbiamo necessariamente sentirci ultimi, essere attenti alla realtà che ci circonda, saper ascoltare chi ti è vicino, saper accogliere e di conseguenza avere la capacità di fare in modo che l’altro si senta amato. La nostra vita dovrebbe essere in linea con l’annuncio di Cristo Risorto. Dobbiamo vivere la parrocchia come condivisione, cercare di essere uniti per portare avanti questa promessa. Per la seconda domanda sicuramente la nostra parrocchia è molto vicina a tutti i bisognosi, nasce infatti come Chiesa caritatevole però si può e si deve fare di più specialmente per la grande emergenza di oggi che per noi sono i giovani. Parlare di persone bisognose non vuol dire solo da un punto di vista economico, molto spesso i veri bisognosi sono le persone sole, i giovani che non riescono ad integrarsi e così via.

EDUCARE
Secondo te la nostra parrocchia con la sua azione e le sue attività svolge una funzione educativa nel territorio? La tua famiglia le sostiene?
In questo campo la parrocchia è abbastanza viva e sembrano esserci buone prospettiveper attività e azioni educative che in parte già sono presenti, ma che non sono sufficientemente rese note. Il problema fondamentale è che la famiglia oggi è come risucchiata nel vortice di questa società problematica e non guarda più all’essenzialità della vita: generare alla fede in Cristo Gesù. Famiglie e parrocchia devono creare o ricreare quello spazio reale fatto di incontri e amicizie nella Gioia, aspetto carente nel nostro vissuto sempre più virtuale. I genitori per loro stessa missione lavorano per trasmettere i valori essenziali ai propri figli. È un lavoro gioioso ma laborioso e pieno di sacrifici. È chiaro che i pochi componenti di quest’assemblea parrocchiale che qui oggi si sono riuniti recepiscono e sostengono le azioni e le attività che la parrocchia offre poichè essa mira ad essere, come specificavano le linee guida del Concilio Vaticano II, Famiglia di famiglie.

TRASFIGURARE
Come ci prepariamo personalmente e come comunità alla Santa Messa domenicale? Quali sono secondo te le criticità delle nostre celebrazioni?
Per questa ultimo verbo la nostra parrocchia risulta essere ancora partecipata. Ci sarebbe da lavorare di più per quel che riguarda la preparazione alla Santa Messa che dovrebbe essere un percorso di tutta la settimana per vivere meglio questo momento così importante. Prepararsi in maniera più adeguata anche con la confessione o un rosario prima della celebrazione. Anche la preparazione delle letture sarebbe importante i lettori andrebbero scelti con un po’ di anticipo per interiorizzare il brano del Vangelo e non poco prima della Santa Messa. Le omelie dovrebbero essere non troppo lunghe e non troppo ripetitive e in ultimo un invito a rimanere sempre anche al canto finale un momento bellissimo nel quale ci riconosciamo come comunità parrocchiale. I verbi lanciati alla riflessione della comunità ecclesiale che deve tradurre il loro significato letterale in fatti concreti d’amore, agape, con il prossimo; sono spunti propulsori per riconoscere Cristo in ogni fratello e per chiamare fratello ogni persona che incontriamo nella vita senza distinzioni di appartenenza a gruppi religiosi, etnici o genere sessuale.

Al termine gli intervenuti all’assemblea parrocchiale, hanno  preso parte alla Santa Messa delle ore 18:00, presieduta da S. E. Mons. Franco Croci.