Famiglia: una luce nel buio del mondo!

In una piazza S.Pietro gremita di persone ed avvolti in un’atmosfera surreale, sabato 3 Ottobre la nostra parrocchia ha partecipato alla Veglia di preghiera con il Santo Padre. Il canto del Veni Sancte Spiritus ha accompagnato il momento di preghiera e fra testimonianze, canti e letture alle ore 19:00 è arrivato Papa Francesco accolto dal cardinale Angelo Bagnasco presidente della CEI e dal segretario generale Nunzio Galantino. Con gesti semplici il Santo Padre ha benedetto e posto una lampada davanti all’Icona della Santa Famiglia e da li si sono accese nella luce del tramonto migliaia di candele. L’abbraccio di tutta la Chiesa che è in Italia, dice Bagnasco, un abbraccio con la bellezza e la forza di essere famiglia, una realtà che è benedizione di Dio al capolavoro della creazione. Poi la preghiera fino alla riflessione del Papa, una riflessione sulla forza della luce che ogni famiglia, nella luce di Nazaret, diffonde per illuminare il mondo che a volte sembra troppo buio. “A che giova accendere una piccola candela nel buio che ci circonda?” Questa è la domanda che apre la riflessione di Papa Francesco: “Di fronte alle esigenze dell’esistenza, - dice il Papa alle famiglie - la tentazione porta a tirarsi indietro, a disertare ed a chiudersi, magari in nome della prudenza e del realismo, fuggendo così la responsabilità di fare fino in fondo la propria parte.” Come di consueto lasciamo spazio alle testimonianze dei pellegrini: doni di luce che possano essere per tutti noi spunto di riflessione sul ruolo “missionario” della famiglia nel quotidiano. 63_unalucenelbuiodelmondo_2 Annamaria Spesso, nella prospettiva di grandi aspettative, si prova una grande gioia nell'attesa di un evento o di una festa, rimanendo poi delusi quando si partecipa al momento tanto atteso. Non è stato così per il pellegrinaggio a Roma in occasione della veglia per l'apertura del Sinodo sulla famiglia. È stata una giornata costellata di tanti momenti piacevoli e intensi che sono iniziati dalla toccante testimonianza di Don Vincenzo, il nostro accompagnatore, che mi ha fatto molto riflettere sull'importanza di avere ancora in vita i miei genitori, che seppure anziani sono per me ancora un punto di riferimento. L' estenuante attesa di oltre due ore per accedere in piazza S. Pietro non ha scalfito l'emozione di vedere per la prima volta Papa Francesco anche se in lontananza appariva solo come un punto bianco. Toccanti sono state le sue parole quando ha ricordato che la famiglia nella nostra società è una luce anche se debole e partendo dagli insegnamenti del Vangelo si può ripartire affinché essa sia una luce per vincere le tenebre. Non da meno sono state le testimonianze di varie famiglie, ma quella che mi ha colpito in modo particolare è stata quella di una coppia di fidanzati che nell'affrontare le difficoltà della vita considerano ogni problema come un gradino più da salire e dal quale osservare il mondo con una prospettiva diversa. Nella nostra società la famiglia cristiana si trova in contrasto la moderna concezione della vita improntata sul consumismo e sull'apparire e se ognuno di noi facesse proprio il messaggio di questa coppia potremmo godere di un panorama stupendo. Ringrazio tutti quelli che hanno condiviso con me questa bella esperienza. Teresa e Claudio Viviamo ad Empoli da circa due anni e come cristiani (non assidui praticanti) ci rechiamo la domenica in Parrocchia per partecipare alla Santa Messa. Non apparteniamo alla Parrocchia di San Giovanni Evangelista, ma un giorno, entrati in chiesa siamo rimasti colpiti e attratti dalla personalità e dal forte carisma del parroco, quindi abbiamo scelto di frequentare la domenica la vostra Parrocchia. Ascoltando l’invito da parte di un sacerdote di partecipare all’incontro il 3 ottobre con il Papa in occasione della veglia in piazza San Pietro dedicata “Alla famiglia”, abbiamo sentito la necessità di partecipare anche noi per vivere un’esperienza di fede e di comunione con delle persone che incontravamo in chiesa, ma viste solo da lontano…. Ho sempre frequentato e lavorato in ambienti cattolici, perciò sentivo il bisogno di “vivere in gruppo un momento di preghiera”, sentirmi una piccola luce che spero serva ad accendere momenti di buio alle persone che vivono accanto a me e che incontrerò lungo il mio cammino. Ascoltando e facendo tesoro delle parole del Santo Padre, cerchiamo di essere anche noi testimoni di Amore e di Fede. Abbiamo vissuto una giornata bellissima e ci siamo sentiti accolti molto bene dal “gruppo”, condiviso momenti di preghiera con il simpatico don Vincenzo e momenti di allegria. Siamo ritornati con qualcosa in più nel nostro cuore, qualcosa che ci ha arricchito spiritualmente e che cercheremo di far tesoro quotidianamente. Con la speranza di rivivere altri momenti di COMUNIONE INSIEME, vi ringraziamo di cuore per la bella giornata trascorsa. Alessandro e Deanna Insieme a mia moglie Deanna ho partecipato con altri fratelli della Parrocchia alla veglia di preghiera in Piazza San Pietro che ha preceduto l’inizio del Sinodo sulla famiglia. Come ho avuto modo di esprimere verbalmente sul pullman, sono contento di questo piccolo pellegrinaggio e di essermi associato alla preghiera di tutta la Chiesa a difesa di questo sacramento il matrimonio, oggi fortemente minacciato dalla cultura di questo mondo. La cosa che più mi ha colpito è stato il richiamo del Papa a prendere a riferimento per la vita delle nostre famiglie la famiglia di Nazaret, dove Gesù, il Figlio di Dio, è nato e come uomo ha potuto crescere in sapienza età e grazia stando sottomesso a Giuseppe e Maria, in una realtà di vita domestica umile se vogliamo, fatta di contemplazione, silenzio, lavoro e preghiera, per certi versi lontana dalla frenesia di un mondo come il nostro che sembra aver perso, con il senso della vita, anche l’importanza delle cose che contano e che durano. Mi ha colpito il richiamo alla famiglia di Nazaret, perché mi ha riportato alla mente quel bellissimo elogio che il Beato Paolo VI ebbe a fare riguardo alla famiglia di Nazaret, esperta nel soffrire, ma soprattutto nella comunione gioiosa con Dio e con la sua Parola, che si era fatta carne dando compimento alla promessa fatta ad Abramo. Nella famiglia si vivono le gioie più grandi ma anche si sperimentano a volte le incomprensioni e le sofferenze più acute. Per parte mia posso testimoniare di avere ricevuto un forte aiuto ad affrontare le difficoltà familiari, appoggiandomi settimanalmente alla Parla di Dio proclamata nella piccola comunità di cui faccio parte e dalla esperienza delle altre famiglie della comunità stessa. Il dono più grande, dopo la fede, che ho ricevuto da Dio sono i figli (guarda le stelle del cielo, se puoi contarle, tale sarà la tua discendenza…) ed ognuno di essi più ci penso, più mi appare un prodigio. ll poterci aprire alla vita lo dobbiamo al cammino, anch’esso ispirato alla Sacra Famiglia – fare comunità ad immagine della Famiglia di Nazaret, dove l’altro è Cristo, che vivano in umiltà semplicità e lode - che io e mia moglie stiamo facendo ormai da quarant’anni. Nel cammino ci è stato proposto l’enciclica Hamane Vitae del Beato Paolo VI. Abbiamo sperimentato che l’apertura alla vita nell’atto coniugale è stata per il nostro matrimonio una fonte di grazia, felicità ed unione, e nel sacramento in tal modo vissuto abbiamo avvertito la presenza del Signore. Anche la celebrazione domenicale delle lodi fatta in famiglia ci ha aiutati a dialogare con i figli. 63_unalucenelbuiodelmondo_3 Elena Una piccola fiamma nel buio, di notte. In silenzio. Ti riscalda dentro, ti accende. È come un vento, che ti scompiglia i capelli magari rendendoti meno ordinato, la sua Parola. Ma ti fa sorridere. Un sorriso incantevole, dolce da proteggere e mantenere sempre comunque. Quel sorriso, quella fiamma a riscaldarti. San Pietro. Città del Vaticano. Ottobre 2015. Arrivata con la convinzione di vedere per la terza volta la solita piazza, le solite immagini, il solito spettacolo, me ne vado con un groppo alla gola. Quella piazza tanto bella quanto grande. Di pietra, cemento e polvere. Quel terreno che ha sostenuto cosi tanti passi, un nido di speranze. Proprio come casa nostra, come la casa di ognuno di noi. Un posto sicuro, costruito con felicità, un riparo che protegge e nasconde, un rifugio sicuro dove tornare. La piazza sa di famiglia. Di quella cosa che sempre ci sarà, dove puoi essere te stesso, senza preoccuparsi di apparire al meglio. Famiglia significa sorrisi sinceri, abbracci commoventi, litigi amorevoli. Significa essere affiancati da persone che mai ci abbandoneranno, nonostante i tanti errori. Lei ti Conosce, addirittura più di te stesso È la spalla su cui hai pianto. Ha tutta te stessa nelle sue mani e, la cosa più bella, è che non hai paura di affidarti completamente. E così si vai avanti, passo svelto, piedi chiusi nelle Converse rotte.Scendi quelle fredde scale che ti separano da quella piazza, impaziente di ascoltare ancora per una volta le Sue parole: "Preghiamo perché il Sinodo che domani si apre sappia ricondurre a un’immagine compiuta di uomo l’esperienza coniugale e familiare; riconosca, valorizzi e proponga quanto in essa c’è di bello, di buono e di santo; abbracci le situazioni di vulnerabilità, che la mettono alla prova: la povertà, la guerra, la malattia, il lutto, le relazioni ferite e sfilacciate da cui sgorgano disagi risentimenti e rotture; ricordi a queste famiglie che il Vangelo rimane la buona notizia da cui sempre ripartire." Queste parole scolpite nel cuore, un’atmosfera magica, l’incontro con il Signore. Denise Ho partecipato a questo evento per l’anteprima dell’apertura sul Sinodo della famiglia con molto entusiasmo anche se devo dire che è stato un pellegrinaggio partito un po’ “in sordina” sembrava quasi che non riuscissimo ad arrivare al compimento, e poi come sempre la Provvidenza è venuta in nostro aiuto. Chiaramente partecipare alla preghiera con il Santo Padre, in questa bellissima piazza illuminata dalla luce delle candele, ma anche dalla luce che proveniva dai nostri cuori, è stato molto emozionante.Durante il viaggio Don Vincenzo che ci ha accompagnati ha fatto una catechesi molto avvincente sulla famiglia argomento a me molto caro poiché il mio cammino verso l’incontro con Nostro Signore è stato fortemente alimentato dal Gruppo Famiglia. Ma la cosa che in assoluto mi ha colpito di questo pellegrinaggio, oltre al consolidamento delle vecchie amicizie è stata l’eterogeneità dei partecipanti. C’erano famiglie con e senza figli, madri con i figli senza i mariti, donne sole,  ma tutti appartenenti ad una famiglia e in quel momento eravamo una famiglia unica e questo mi ha riempito il cuore di gioia!
Infine il contributo della nostra guida spirituale che ci ha accompagnato in questa esperienza di grazia: "Accendere una luce con il Santo Padre in Piazza San Pietro, con tante famiglie del mondo e della nostra parrocchia, mi ha fatto vedere la gratuità dell'amore, la grandezza del sacramento e la bellezza del matrimonio cioè: la famiglia di Nazareth dove si trova una forte dimensione sponsale, il progetto di Dio, la vita vissuta di Gesù come figlio che cresce sotto l’obbedienza e la solidarietà. La famiglia di Nazaret presentata per il Papa, incarna in modo eccelso la comunione delle persone, la loro famiglia è realmente una intima comunità di vita e di amore, una relazione d'amore. E quest'amore non è soltanto affetto coniugale, ma per la l'effusione dello Spirito Santo è il "bel amore"; che tutti voi cari famiglie lo avete ricevuto della Chiesa e che con le parole del Santo Padre invito a vivere questa vocazione, chi il Signore ha regalato come un dono Dio. Grazie ancora a tutti voi, per questo pellegrinaggio dove abbiamo condiviso tante cose belle, la sua testimonianza, la disponibilità, il pregare insieme, essere una famiglia, che manifesta la sublime comunione tra un uomo e una donna, e come una creazione nuova, che con le parole del Papa, il vino migliore sta per venire, grazie al nostro Parroco Olfier W. per l’ opportunità di condividere questo momento della mia vita sacerdotale con tanto affetto a tutte le famiglie, ragazzi e, bambini, la mia benedizione. Grazie a Roberta per tutta la coordinazione e tutte le famiglie. Grazie mille, Don Vincenzo."